grenache
merlot
cabernet-sauvignon
carignan
grenache et carignan
syrah
arature
Copyright © 2002 Domaine de BANNIERES . Pierre GUIBAL, Webmestre

Per potere arare, occorrerà forse cimare (diradare) alcune vigne, ma appena in quanto è necessario per lasciare passare il trattore...
Non ci deve cimare ogni 15 giorni; un tempo fa per la crescita, a rispettare all'inizio ma non stimolare in permanenza; quindi alla veraison, un tempo per la fruttificazione, favorita in particolare per la fermata della feuillaison.
Da noi, no effeuillage, gli stock hanno abbastanza sole così; un fogliame importante aiuta da mantenere l'umidità al piede degli stock e permette una fotosintesi abbondante che garantirà un migliore fructification.
Che dire di questi stock completati ad eccesso che sfoggiano nuovi germogli al momento delle vendemmie... o di questi mazzi che hanno per nutrirsi soltanto due o tre strati di loro tralci... !
Ciò non dovrebbe vedersi sotto il sole del Languedoc. Ahimè, se!

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Quest'anno, abbiamo avuto poca pressione al livello peronospora; tuttavia, abbiamo fatto sette trattamenti con idrossido di rame + zolfo" mouillable" + umidificatore (Kocide 35, Microthiol disperss ed Escapade).
Più una solfatura polvere sulla fioritura (zolfo" trituré" Coq).
Il trattamento contro la flavescenza dorata è realizzato con roténone
+ umidificatore (Rotenobiol + Escapade), molto efficace in 7 a 10 giorni, checche si dica (altrettanto che si possa giudicarne dalla propria azione sulla "cicadelle des grillures")...

cabernet-sauvignon disposto a spalliera
grenache... senza poronospora
la syrah ha sete
stress hidrico
cabernet-sauvignon prima della disposizione a spalliera
Percorso culturale 2002

In seguito alla nuova regolamentazione europea a proposito del rame in agricoltura biologica, siamo stati portati a ridurre le dose di rame poiché, se avessimo applicato le quantità approvate dai fabbricanti di prodotti fitosanitari, avremmo potuto effettuare soltanto tre trattamenti...
Dopo avere preso cognizione delle prove di ITAB (istituto tecnico agricoltura biologica), abbiamo deciso di trattare con soltanto 500 g di rame metallo/ha...
ed è andato molto bene poiché, come ne testimoniano le diverse fotografie presentate,
la protezione è stata molto efficace.
Abbiamo visto apparire le prime macchie di poronospora soltanto in fin luglio, ancorchè molto rare, su intercuori, in posti in cui stagna l'umidità, perchè abbiamo intervallato i trattamenti o dovute a una polverizzazione ostacolata da un vento laterale o da una vegetazione eccessiva.


Ciò che conta, non è soltanto la dose di rame, che può essere ridotta, ma soprattutto la frequenza dei trattamenti ed il loro posizionamento in funzione della pressione della malattia, della crescita dei tralci o dei rischi meteorologici annunciati .
Ciò impone: una sorveglianza costante del vigneto, una presa in considerazione delle previsioni tempo, come pure una disponibilità permanente per fare i trattamenti ai momenti che si impongono:
* prima della fioritura per proteggere il fiore, promessa di raccolto,
* durante la fioritura per un'applicazione di zolfo polverizzato, cosa che favorisce la fecondazione,
* all'allegamento per garantire la protezione dopo la caduta dei cappucci floreali,
* alla chiusura del grappolo,
* all'inizio dell' invaiatura. ecc…


Senza dimenticare la sorveglianza parassitaria e là, c'è soltanto la lente d'ingrandimento per scovare gli acari, le
" cicadelles " ed altro verme del grappolo alla faccia inferiore delle foglie.
Ovviamente, non occorre dimenticare l'accecamento (épamprage) indispensabile per limitare le aggressioni parassitarie che vengono dal suolo o dal piede dello stock e per eliminare i succhioni.
Inoltre appena i tralci saranno abbastanza lunghi, occorre dispore le viti a spalliera con un filo rilevatore; questo permette di avere
- un fogliame importante per i vitigni con portamento ricadente, evitando la cimatura,
- aera così la zona da frutto, il che eviterà il marciume negli anni piovosi,
- rende l'uva accessibile ai prodotti di trattamento (rame, zolfo, preparazioni vegetali...), e
- procura un'ombra salubre al piede dello stock


Senza dimenticare le arature, indispensabili per:
- décompacter il suolo, cosa che permette alla pioggia di infiltrarsi,
- aerare la zona superficiale dove si trovano tutti i micro organismi che alimentano la pianta: è la fauna che funziona in aerobio,
- non lasciarsi invadere dalle erbbacce, concorrenziale per la vite e che possono dare un gusto sgradevole al vino (aristoloche, carota selvatica...).
Le arature permettono la vita microbica del suolo, il sovescio e favoriscono l'humus.
Tagliando le radici superficiali tra le file, l'aratura costringe lo stock ad attingere le sue risorse più profondamente, quello chè rafforza così l'espressione del terreno. Inoltre, ciò permette di conservare una terra friabile per ridurre lo sforzo
idrico dell'estato (un binage vale due innaffiamenti, diceva...).


Per i trattamenti, occorrono, nel corso della cultura, rilevare gli spruzzatori del polverizzatore, controllare la qualità della polverizzazione e precisare bene i passaggi dell'apparecchio in modo da alternare i filari ed il senso di passaggio: così si eviteranno "i fori" e la protezione dei ceppi ne sarà migliorata.

Conclusione: considerando l'ultimo trattamento dei "cabernet" che non avevano avuto il primo trattamento a causa di débourrement tardivo (Cf la pagina"Vendemmia"), abbiamo applicato
3.5 kg e 3.85 kg di rame metallo per ettaro.
La regolamentazione europea autorizza attualmente 8 kg/ha!...