








Quest'anno,
abbiamo avuto poca pressione al livello peronospora; tuttavia, abbiamo fatto sette
trattamenti con idrossido di rame + zolfo" mouillable" + umidificatore
(Kocide 35, Microthiol disperss ed Escapade).
Più una solfatura polvere
sulla fioritura (zolfo" trituré" Coq).
Il
trattamento contro la flavescenza dorata è realizzato con roténone
+
umidificatore (Rotenobiol + Escapade), molto efficace in 7 a 10 giorni, checche
si dica (altrettanto che si possa giudicarne dalla propria azione sulla "cicadelle
des grillures")...

Ciò
che conta, non è soltanto la dose di rame, che può essere ridotta,
ma soprattutto la frequenza dei trattamenti ed il loro posizionamento in funzione
della pressione della malattia, della crescita dei tralci o dei rischi meteorologici
annunciati .
Ciò impone: una
sorveglianza costante del vigneto, una presa in considerazione delle previsioni
tempo, come pure una disponibilità permanente per fare i trattamenti ai
momenti che si impongono:
* prima della fioritura per proteggere il fiore,
promessa di raccolto,
* durante la fioritura per un'applicazione di zolfo
polverizzato, cosa che favorisce la fecondazione,
* all'allegamento per garantire
la protezione dopo la caduta dei cappucci floreali,
* alla chiusura del grappolo,
* all'inizio dell' invaiatura. ecc
Senza dimenticare la sorveglianza
parassitaria e là, c'è soltanto la lente d'ingrandimento
per scovare gli acari, le
" cicadelles " ed altro verme del grappolo
alla faccia inferiore delle foglie.
Ovviamente, non occorre dimenticare l'accecamento
(épamprage) indispensabile per limitare le aggressioni parassitarie che
vengono dal suolo o dal piede dello stock e per eliminare i succhioni.
Inoltre
appena i tralci saranno abbastanza lunghi, occorre dispore le viti a spalliera
con un filo rilevatore; questo permette di avere
-
un fogliame importante per i vitigni con portamento ricadente,
evitando la cimatura,
- aera così la zona da frutto,
il che eviterà il marciume negli anni piovosi,
- rende l'uva accessibile
ai prodotti di trattamento (rame, zolfo, preparazioni vegetali...), e
-
procura un'ombra salubre al piede dello stock


Senza dimenticare
le arature, indispensabili per:
- décompacter il suolo, cosa
che permette alla pioggia di infiltrarsi,
- aerare la zona superficiale
dove si trovano tutti i micro organismi che alimentano la pianta: è la
fauna che funziona in aerobio,
-
non lasciarsi invadere dalle erbbacce, concorrenziale per la vite e che possono
dare un gusto sgradevole al vino (aristoloche, carota selvatica...).
Le arature
permettono la vita microbica del suolo, il sovescio e favoriscono
l'humus.
Tagliando le radici superficiali tra le file, l'aratura costringe
lo stock ad attingere le sue risorse più profondamente, quello chè
rafforza così l'espressione del terreno. Inoltre, ciò permette
di conservare una terra friabile per ridurre lo sforzo
idrico dell'estato
(un binage vale due innaffiamenti, diceva...).